Portulaca (Portulaca oleracea L.)

La portulaca, detta anche porcellana (il nome ha tante varianti regionali; in dialetto lomellino è Purslena), è un’erba selvatica appartenente alla famiglia delle Portulacacee, ed è considerata “infestante”; ha foglie grasse e carnose, dal sapore acidulo, ed è ottima da consumare in insalata. Produce tanti piccoli fiori colorati che si aprono nelle giornate estive e soleggiate, tanto che quando ero piccola mia nonna li chiamava “amici del sole”.

Cresce ovunque: proviene dall’Asia ma è diffusa, dall’epoca dell’Impero romano, in tutta Italia, dal mare fino ai 1700 metri di altitudine. È comunissima nei campi, nei prati, negli orti, lungo le strade; insomma, si trova ovunque, se solo ci facciamo caso!

Il nome botanico latino significa “piccola porta” per il modo in cui si aprono le capsule dei frutti, mentre gli Arabi del Medioevo la chiamavano “baqla hamqa” cioè “pianta pazza”, per il modo in cui i suoi rami si estendono per terra senza controllo. Nei paesi arabi ancora oggi viene coltivata e venduta nei negozi di ortaggi; il suo consumo è infatti molto antico, conosciuta dai Greci e dagli Egizi, e veniva utilizzata soprattutto per le sue proprietà benefiche.

Infatti vanta un’incredibile quantità di acidi grassi omega-3 e di vitamina C, ha proprietà diuretiche, depurative, antidiabetiche; sono perfino in atto studi per capire se possa anche svolgere attività antitumorale!

Gli svariati usi della portulaca

Grazie alla riscoperta di queste informazioni, questa preziosa erba sta tornando a essere conosciuta dopo che anni di ricchezza e consumismo ci hanno fatto vivere di insalata in busta del supermercato.

Può essere usata in tantissimi modi: in insalata, nelle minestre, nelle frittate, si può fare un pesto per condire la pasta, impastarla con patate e formaggio per fare gnocchi o polpette, si può mettere sulla pizza e perfino mettere sott’aceto. Io vi consiglio di provare i crostini con portulaca per un antipasto sfizioso oppure una fresca insalata estiva di portulaca per le calde giornate estive in cui non avete voglia di accendere i fornelli!

Vi suggerisco, per sfruttare al massimo il contenuto di omega-3, che sono termolabili, di consumarla cruda, evitando di scaldarla tramite preparazioni cotte o frullate.

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